Confidenziale RadioKairos – 7a puntata del 24 novembre 2013

Tra puro cantautorato intimista e forti sonorità rock, tra novità nu-folk e echi dream-pop, la puntata più corale di Confidenziale con tante pillole letterarie nelle rubriche più partecipate di RadioKairos. Ecco la playlist completa della 7a puntata della 6a stagione del 24 novembre 2013.
In replica giovedì 28 novembre alle 13.00.

ascolta o scarica il podcast qui

radiokairos wallTrinità – Planeta Vejo
Cesare Malfatti – Una mia distrazione
Hola la Poyana – Don’t leave me alone
Metanoia – Dice Tua Madre
Marco Parente + Ryland Bouchard – Foresta di specchi
N.O.A. – Souls on strike
JoyCut – Wireless
After Crash – Love Dubrovnik
I Misteri del Sonno – A Modo Mio

oppure leggetela così la “Playlist_in_Lyrics”

Per favore, non lasciarmi solo…
solo senza fili.
E’ stata solo una mia distrazione
ritornare indietro
nel mio vecchio pianeta,
lontano da te, da me, da noi…
e percepirmi come un’anima in sciopero,
come una foresta di specchi
che invece non vuole vedere.
Non lasciarmi solo,
lo sai che ritorno.
A modo mio sono sempre lì con te
nelle strada della città che amiamo:
e io amo Dubrovnik.
Non lasciarmi solo, dai…
alla fine anche le pulci hanno la tosse!

Per la rubrica “Note(the)book”:
ovvero libri degli artisti e sugli artisti della scena indipendente:
Luca legge un brano tratto da “Quanto mi dai se mi sparo?” di Sergio Endrigo

Per la rubrica “PsychoMusic”
Tiziana ci racconta del connubio tra musica e personalità: “Cosa c’è nel tuo iPod?”

Per la rubrica “La parrucchiera indie”
Nicole ci parla della protesta di Cesare Basile e del perchè non ritirerà il premio Tenco, delle diatribe tra Alessandro Raina con qualche gestore di concerti, del documentario di Andrea Segre con le musiche di Vinicio Capossela.

Tiziana legge le “Parole Sante” di oggi
da “Mio Vero” di Mariangela Gualtieri

Sii dolce con me. Sii gentile.
È breve il tempo che resta. Poi
saremo scie luminosissime.
E quanta nostalgia avremo
dell’umano. Come ora neabbiamo dell’infinità.
Ma non avremo le mani. Non potremo
fare carezze con le mani.
E nemmeno guance da sfiorare
leggere.
Una nostalgia d’imperfetto
ci gonfierà i fotoni lucenti.
Sii dolce con me.
Maneggiami con cura.
Abbi la cautela dei cristalli
con me e anche con te.
Quello che siamo
è prezioso più dell’opera blindata nei sotterranei
e affettivo e fragile. La vita ha bisogno
di un corpo per essere e tu sii dolce
con ogni corpo. Tocca leggermente
leggermente poggia il tuo piede
e abbi cura
di ogni meccanismo di volo
di ogni guizzo e volteggio
e maturazione e radice
e scorrere d’acqua e scatto
e becchettio e schiudersi o
svanire di foglie
fino al fenomeno
della fioritura,
fino al pezzo di carne sulla tavola
che è corpo mangiabile
per il mio ardore d’essere qui.
Ringraziamo. Ogni tanto.
Sia placido questo nostro esserci –
questo essere corpi scelti
per l’incastro dei compagni
d’amore.

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