Confidenziale RadioKairos – puntata del 18 marzo 2012

La playlist della 20.a puntata della 4.a stagione del 18 marzo 2012

ascolta o scarica il podcast qui

Giuliano Dottori  – Silenzi
Iori’s Eyes – All The People Outside Are Killing My Feelings
The Jacobs – Song about a man on the road
Lucia Manca – Il tuo ritorno
Jure Du Ré – Il Volo
Jester At Work – Come Back Soon
Gnut – Voci
Edda – Odio i vivi
Roberto Angelini – L’Era dell’Apparenza
Black Eyed Dog – Salinas

Nella parrucchiera indie si parla di
…A toys Orchestra, Brunori SAS, Movie Star Junkies, Vinicio Capossela

Walter legge la ricetta confidenziale
“Polpo in pignata”  da Food Sound System di Donpasta

“Parole sante”
Tiziana  legge “Che se non riempi ti perdi”

Io devo sapere…

non chiedo molto…
solo un po’ d’ordine
disciplina,
regole,
piccole
precise
certe,
un programma…
ecco, sì,
un programma, un itinerario, una visita guidata,
con orari…
precisi,
posti…
precisi,
…quel che è necessario…
…un inizio
…una fine
e le pause…
vi prego non dimenticate le pause,
devono essere segnate,
quelle ore vanno indicate,
…come farò altrimenti a sapere
quanto durerà il riposo?

Tutto ha un tempo!
Ed io devo sapere la terra con cui costruirlo e l’abito ad accoglierlo.

Se ora dico di sì…
a te
al telefono
a un giorno di vacanza
a un appuntamento…
d’amore
d’amicizia
o
o di lavoro
o a un’idea che mi viene
o a un bisogno che chiamo
o a un silenzio,
o a un fermo stare
o a una corsa senza sosta, senza fiato, senza riposo

poi
poi
è giusto che io sappia…
quando…
per quanto…
come…
e il dopo…
io devo sapere anche il dopo…
quando finirà ciò per cui
ho detto sì, ora
poi, cosa verrà
poi, cosa succederà

poi cosa farò.
Devo saperlo!

Non chiedo molto:
sicuro fare
sicuro andare
tempo che so.

E’ da cinque minuti che aspetto.
Cinque minuti?…forse più.
Mi avevano promesso puntualità, avevano detto “alle ore 10.00 saremo da te”.
Ed io ho accettato.
ho aperto la mia agenda e ho scritto: ore 10.00, si va al mare, la spiaggia scelta dista dal mio paese
20 km, il che, tradotto in tempo significa circa un quarto d’ora.
E’ giovedì mattina, non prevedo molto traffico, le ferie estive non sono ancora iniziate.
Per le 10.15 dovremmo essere arrivate. E’ quasi sicuro.
Poi si prenderà il sole.
Una partita a pallavolo può essere prevista.
Una nuotata…on più di dieci minuti, credo.
Si farà una passeggiata sulla spiaggia.
Il tempo di un gelato.
Il tempo per qualche scherzo da mare.
E poi…
e poi penso che torneremo.
Se i miei calcoli non sono errati, per le 12.30 divremmo essere già sulla strada del ritorno.
Pranzerò.
Laverò i piatti.
Dormirò un’oretta…sarò sicuramente stanca.
mi alzerò.
Alle 16.00…
ah sì!
alle 16.00 chiama sempre Marco.

ho accettato.

Mi sono alzate alle sette. Mancavano tre ore. Avevo tre ore a disposizione.
Per cosa?
Per arrivare al mare!

Non sopporto il ritardo.
Dieci minuti.
Aspetto da dieci minuti.
Non sto facendo niente da dieci minuti.
In dieci minuti…tutto può cambiare.

Le pause…
trappole di un tempo…con tempo,
le pause…
attese che ti danno…tempo,
le pause…
io non sono mai nella pausa,
la anticipo sempre,
la assalgo,
la faccio racconto, azione, rumore,
faccio
faccio
nella pausa, io faccio,
la derubo della sua sospensione
nel suo bianco io traccio
nel suo silenzio io prolungo l’urlo
e nell’eco muore il suo tempo
scade
ed io
io ho ancora mio intatto tempo
la difendo…preziosità di casa!,
è minaccia ogni mio liberato abbandono

supero i suoi vuoti d’aria
nelle sue turbolenze edifico le ore che verranno
chiudo nell’obbligato passaggio
e non entra…
la spina della rose del pensiero in tregua…non punge
niente graffi e sangue

per il mio tempo
ho fatto scudo
e ho ritorno di respiro dopo la minaccia di una pausa nella lotta del vivere.
Un corpo in armatura sa la sua nuda povertà.
Non si spoglia,
nella carne si fa lama
che taglia i venti della straniera casa.

Superato pericolo
non c’è più…
non c’è più la voce che manca di parola
non c’è più un buio in cui farsi ricerca
e niente in sospeso
e niente in attesa
e niente pensieri che ti condannano nel tempo
Tutto resta
tutto è… così
…come… prima
ancora per…
per un po’…continuare…prolungare assenze…in pretese di presenza.

Non mi fermo
riempio l’ora
la consumo nei secondi
la modello nel pensiero.

Venti minuti.
Ritardo, ritardo…minacci il mio anticipo!

Arrivare!
Vi prego, arrivate!
Non conosco la difesa oltre il tempo che mi concedo!
Arrivate!
Non ho più costruzoni a salvare l’ansia che non riempio!

Arrivate!

Oh!
Oh!
…sento, lo sento, avvicinarsi, il, il rintocco, il rintocco che, che mi rapirà…
…nella sua ultima oscillazione di pendolo cadrò…
non manca molto
ho poco resistere nell’attesa che non so
e poi verranno le verità
le voci di ieri
il tempo rubato al mio tempo
la corsa in fuga
parole su parole
camminato…tanto
repirato…poco
fermata…mai
andata..dove?
sentito…cosa?
amato chi?
e vissuto: costruito
e percorso: programmato

oh
oh
tutto può ritornare
nella frazione di una scansione fuori da me!

Arrivate!
Non ho più un dopo da cui dipendere.
Perdo un prima nel suo ritorno di ricordo a mostrare.

Cedo
cedo
sto per cedere alla ano che mi chiama
canto di sirena
mi allontana dalla riva con i miei castelli costruiti.

Rumore di clacson.
Sono salva.

Salva?
(Tiziana C.)

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